STORIA

Nei primi anni dopo la seconda Guerra Mondiale la specialità urologica in Italia era ancora poco evoluta e poco praticata rispetto alle altre di carattere chirurgico. Nel Triveneto esistevano solo due centri di Urologia, entrambi ospedalieri, quello di Trieste e quello di Padova.

 

Ricordo innanzi tutto quello triestino perché è stato il primo nucleo urologico sorto in Italia, nato nel periodo tra la prima e la seconda Guerra Mondiale ad opera di quel Giorgio Nicolich, che, recatosi a Parigi alla scuola del Marion, portò da noi le prime esperienze della nascente specialità. Del Nicolich fu successore nella direzione del Reparto di Trieste Carlo Ravasini, il cui figlio Giorgio, trasferitosi a Padova, divenne il primo Primario della divisione urologica sorta nell’ospedale di quella città.

 

Alla fine degli anni quaranta, quando mi laureai, incontrai colui che sarebbe divenuto, nella successione di Ravasini Senior, il nuovo urologo di Trieste, Franco De Gironcoli; chirurgo a Treviso negli anni della guerra, con esperienze antiche di urologia presso l'Università di Vienna, dove si era laureato, aveva posto in essere la creazione di un incarico di specialità urologica nell’ospedale di Treviso, ne era divenuto titolare, ma allo scadere del Ravasini Senior a Trieste, aveva optato per il trasferimento in quella città. Per l’incontro con De Gironcoli, sono poi diventato un urologo.

 

Questo breve excursus storico sulla nascita e sviluppo della specialità urologica nelle Tre Venezie giova a rendere viva e palpabile quale fosse l'atmosfera che dalla guerra in poi si viveva nell'ambito ospedaliero e universitario riguardo a detta specialità.

 

La chirurgia generale veniva via via perdendo a pezzi la propria ossatura di universale contenitore in ogni attività chirurgica; le nuove tecnologie applicate ai vari organi ed apparati convalidavano il formarsi dell'autonomia delle diverse specialità di carattere operativo e così è avvenuto anche per l’urologia. I reparti ospedalieri di Padova prima e di Trieste poi, si trasformarono in Cattedre universitarie, divisioni di urologia si andavano formando negli ospedali di diverse città del Triveneto.

 

Quando nel 1965 giunsi Primario urologo a Belluno, piccolo capoluogo di provincia, che aveva però un ospedale allora di 1° categoria già dotato di divisione urologica, era ormai in atto la straordinaria attività propulsiva della Cattedra Universitaria di Padova, diretta da Giorgio Ravasini, sotto la cui influenza città importanti come Venezia, Verona, Bolzano, Udine ecc. si erano create il proprio reparto ospedaliero di specialità.

 

Il boom economico degli anni '60 - '70 spingeva il Triveneto, e cioè il Nord - Est italiano, a traguardi sempre più arditi e questo permetteva la creazione di detti reparti anche in città minori, che si andavano dotando di eccellenti centri ospedalieri.
Fu logico attendersi che tutta questa attività creativa sentisse il bisogno di un elemento di coesione che permettesse scambi, progetti, conoscenze comuni tra le nuove entità della nostra specialità.
Nasceva in quegli anni in Campania, credo la prima in assoluto in Italia, l'Associazione Regionale di Urologia, promossa dal napoletano Pasquale Bruni, amicissimo del mio maestro De Gironcoli; fu facile l'associazione di un’idea similare trasferita nel nostro vasto e pulsante territorio.

 

Fu così che Vittorio Scrufari, primario urologo di Treviso, con me convinto dell'opportunità della realizzazione di un progetto del genere, convocò nella sua città una decina di urologi delle Venezie, fra i più rappresentativi, per un parere sulla possibilità della creazione di una società regionale triveneta di urologia.

 

Era l’anno 1976 e il giorno 28 marzo alle ore 10:30, si riunirono presso il Ristorante "Le Beccherie" di Treviso i sottoelencati urologi professori: Ambrosetti di Vicenza, Cavazzana di Venezia, Comuzzi di Belluno, Dell’Adami di Verona, Delzotto di Mestre, Mobilio di Padova (con rappresentanza di Pagano della stessa Università), Perissinotto di Camposampiero (PD), Rocca Rosetti di Trieste, Scrufari di Treviso e, in funzione di segretario, il Dott. Tasso di Treviso. Aveva inviato la propria adesione anche qualche altro Primario di provenienza diversa.

 

La proposta della creazione di una società che raggruppasse tutte le realtà urologiche universitarie e ospedaliere esistenti nel Triveneto venne subitamente ed entusiasticamente accettata; la si volle chiamare "Associazione Triveneta di Urologia", redigendo la bozza di un provvisorio statuto regolamento, che all’articolo primo definiva lo scopo di detta costituzione come quello di "promuovere e diffondere studi e ricerche sulle malattie urologiche e sui problemi di organizzazione sanitaria ad essi correlati".

 

Si passò poi alla nomina del primo Presidente per il biennio 1976 - 1977 nella persona del prof. Vittorio Scrufari e si decise di tenere la iniziale riunione dell’Associazione entro il novembre dello stesso anno; e infatti il 28 novembre 1976 Luciano Delzotto promosse il 1° convegno a Paterno di Ponzano (Treviso) sul tema "Terapia della calcolosi ureterale".

 

Da allora regolarmente due volte all'anno, in primavere e in autunno, l'Associazione Triveneta di Urologia vive la sua prosperosa esistenza spostandosi da un centro urologico all’altro delle varie città delle Tre Venezie.


Umberto Comuzzi

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